Il vostro valore Il vostro prezzo

La giornata di ombre poi un po’di sole e la pioggia

accompagnata da qualche fiocco di neve,

poi il sole si accende e con lui la luce.

Il valore dei tuoi cent’anni è l’arma che distingue,

come con la lotta pacifica,

che tu, senza parlare, mi hai insegnato.

Della guerra, io ancor piccina, hai lasciato i canti,

tra le ginocchia della mamma, tra un “to, to- to… to- to cavallo”

che mi veniva sussurrato e la Storia di una schiavitù straniera.

Tu che hai saputo insegnarci, nella sofferenza della guerra, di stare pure in pace col nemico,

stare con tutte le divise, per far capire che si poteva operare al meglio,

che non c’erano condizioni di essere diversi e di confini aperti.

Tu che del colore dell’uomo non distinguevi che affetto…

che all’uomo di colore compravi ciò che dopo la guerra ti offriva,

che sì ti imbrogliava perché non era d’argento, ma tu eri lo stesso contento.

Tu che nella lotta li separavi nelle loro incivili baruffe di sorelle e cugine e zie,

di gemelli e la ferita giunse a te che sol bene hai voluto fare.

Tu che di bandiera sapevi stare al tuo posto senza giudicare e della paura nascosta

del “pericolo giallo” ne intuivi, come Vittor Hugo ai suoi tempi, il rischio…

ma purtroppo non c’era solo quello, ma ben altro.

In quel tempo vi siete prefissi la difesa del Popolo senza Golpe ne

con un colpo di stato, ma come esercito invisibile voi avete amorevolmente portato

la lotta per la Pace e così gridato, Viva l’Italia.

Certo non fu la flebite, la malattia a portarti via ma la trascuratezza del medico

che il giorno prima a Gemona, in Ospedale, doveva visitarti.

Tu che i tuoi soldati di Brigata amavi come tuoi figli,

sapevi radunare i colleghi il giorno della domenica per stare insieme,

per far capire che si può volersi bene, qualunque sia il paese.

Nei pranzi non c’erano i Generali, i Colonnelli, non c’erano medaglie

ma nei vostri cuori la felicità fraterna della condivisione,

in quell’istante forse non c’erano traditori.

Nella messa e nei pranzi della classe 1921 sapevi condividere la festa con il nostro Monsignor Francesco

e chi di questo giorno sapeva raccogliere lo spirito. Col festeggiare il sacerdote che poi morì in Libano

in quella assurda guerra.

Di valore cantavi i giorni nostri di famiglia,

pochi screzi, tante lacrime molte volte nel lavoro

per quel nuovo sistema di divisione e ingratitudine,

le nostre lacrime erano sofferenza

ma poi, egualmente, tornava il sole della meraviglia.

Siamo stati sempre insieme, prima con la nonna Paolina

e poi noi tre

ed eravamo in sei e poi in sette con nonno Giovanni

e nel tempo la famiglia è cresciuta come Dio ha voluto

e con tutti coloro che abbiamo sempre amato.

Nel bene e nel male non ci siamo mai divisi,

nelle prove più feroci e questo fu il prezzo,

egualmente insieme e questa fu la forza di saper Credere, di avere Fede.

Avresti avuto cent’anni papà Giuseppe ma tu sei sempre qui nel nostro cuore

che il prezzo incomparabile per ciò che ci hai dato, l’Amore.

Avresti avuto centododici anni, nonno Giovanni, ma per inettitudine

in quell’ospizio di Padova, ti venne servito quel baccalà avariato,

boccone amaro di una ingiustizia di vicinato.

Questo fu il duro prezzo della tua compassione.

L’eredità che ci avete lasciato fu il tempo buono in cui siamo, su questa terra, stati insieme

e il valore di ciò che ci avete insegnato.

Ai giovani un’eredità di non cercare mai la guerra, ma la verità e non cercare il fuoco

dell’odio e dell’indifferenza, per questo ci hai lasciato per far vedere a tutti

il libro Milione come il cambiamento del mondo sarebbe avvenuto dai confini e terre,

un’avventura che fin da piccola lui ml fece amare, nel guardare quei volumi che mi affascinarono.

L’Atlante in eredità come il libro fotografico “Cinque anni di guerra” per fare in modo che

non succeda mai più, ai suoi nipoti e a tutti i bambini e ragazzi facciano pensare…

Il nonno Nino con il suo ottavino la musica dolce di una ninna nanna di Speranza.

                 Auguro a tutti i papà operatori di buona volontà il sereno giorno.

Mariapaola Meli Lupi               !9 Marzo 2021 festa di San Giuseppe e dei papà di tutto il mondo.

Maria Paola Meli Sambi

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